categorie
Chinese (Traditional)EnglishFrenchGermanItalianJapanesePortugueseRussianSpanish

Home

Il progetto Art Hub: un nuovo punto di vista sulla valorizzazione del patrimonio culturale

Il valore dell’integrazione

Il progetto si presenta come un tentativo ambizioso di proporre al mercato un approccio nuovo al problema della gestione e valorizzazione del patrimonio culturale. La sua innovatività si misura, più che nella tecnologia informatica in sé, nel tentativo di affrontare a 360° la problematica della gestione delle informazioni sui beni culturali di un territorio, inclusa la loro conservazione a lungo termine, una problematica molto spesso sottovalutata.

Per quanto le tecnologie scelte (Semantic Web, Digital Library) rappresentino lo stato dell’arte in campo informatico, è la loro declinazione specifica nel progetto a rappresentare un significativo valore aggiunto.

 

Nuovi prodotti e servizi

L’obiettivo complessivo delle tre aziende protagoniste, Mida Informatica, Codex e Tai, con questa iniziativa non è infatti quello di fare ricerca teorica ma gettare le basi per la costruzione di nuovi prodotti e servizi.

Per questo motivo quindi non saranno coinvolti nel progetto degli enti di ricerca bensì un’azienda partner (Hyperborea Srl) che ha una specifica esperienza nel declinare in ottica industriale le tecnologie del Semantic Web, necessarie per la costruzione del modello concettuale comune qui proposto. In particolare Hyperborea ha partecipato alla realizzazione, per conto del CILEA, del progetto BAMI (http://bami.cilea.it), uno dei più significativi e innovativi esempi di utilizzo reale di tecniche semantiche applicate alla valorizzazione dei beni culturali. Hyperborea è stata anche scelta in quanto è un’azienda che da anni opera in stretta sinergia con Mida Informatica e potrà inoltre facilitare l’introduzione delle soluzioni realizzate fuori dal territorio lombardo.

 

Competitività e competenze

I vantaggi competitivi per le tre aziende coinvolte nel progetto sono innegabili, visto che si tratta di realtà che operano direttamente nel mercato dell’Informatica applicata ai Beni Culturali, e si possono misurare da vari punti di vista.

In primis significativo sarà l’aumento delle competenze tecniche del personale coinvolto nel progetto, che avrà la possibilità, nello spirito proprio della ricerca industriale, di analizzare soluzioni e tecnologie avanzate e formarsi opportunamente sul loro uso in ambito professionale. I vantaggi ricadranno sull’intera compagine aziendale visto che, come sarà descritto nel seguito, la disseminazione sarà anche rivolta all’interno delle imprese, per diffondere in modo efficace la conoscenza maturata nell’ambito dell’iniziativa a tutto il personale tecnico.

Per ottenere il massimo del beneficio le tre aziende dovranno prefigurare un impegno pressoché full-time per le figure professionali assegnate alle attività del progetto: è lecito perciò ipotizzare che si presenterà per esse la necessità di assumere ulteriore personale nei due anni dell’iniziativa per coprire le esigenze produttive ordinarie.

Nell’implementazione della soluzione verranno utilizzati in modo esteso dei semi-lavorati prodotti dalle aziende nel tempo: queste tecnologie quindi saranno ulteriormente migliorate ed espanse facendo guadagnare altro vantaggio competitivo alle imprese coinvolte.

Naturalmente il fine ultimo dell’iniziativa è quello di ottenere dei nuovi prodotti e servizi da immettere nel mercato per coprire una domanda che, come già indicato, non sembra al momento essere soddisfatta da soluzioni disponibili.

 

Strategie di vendita

Interessante sarà analizzare le possibili strategie di vendita del prodotto finito. Due sono le opzioni possibili e non necessariamente alternative tra loro, ovvero un’ottica di pacchetto, in cui il software viene ceduto all’acquirente a fronte del pagamento di una licenza, rispetto ad un approccio a servizio (SAAS) in cui il cliente utilizza via web un’istanza centralizzata del prodotto, condivisa tra più attori, pagando un canone periodico. Quest’ultima possibilità consentirebbe di espandere ulteriormente il mercato potenziale della soluzione, rendendo disponibili le sue funzionalità avanzate anche a Enti di dimensioni ridotte e con budget ristretti.

Il progetto si conferma poi pienamente compatibile con lo spirito del finanziamento regionale in quanto è completamente focalizzato verso tecnologie di supporto alla digitalizzazione, all’archiviazione e alla fruizione di contenuti culturali attraverso il web.

 

Turismo, cultura e territorio

La possibilità di aggregare in un sistema unico, accessibile via web, le informazioni sul patrimonio culturale di un territorio, unita alla disponibilità di tecniche sofisticate per visualizzare le immagini d’arte, aprono delle interessanti possibilità di sfruttamento di quanto realizzato a scopi di promozione turistica e di marketing territoriale. Il sistema ArtHub sarà completamente agnostico riguardo alle informazioni gestite, sia per tipologia che per quantità. Sarà quindi possibile utilizzarlo per pubblicare, senza incrementi significativi di costo se non quelli legati all’occupazione dello spazio disco, anche i dati dei beni delle realtà minori, nonché per dare finalmente visibilità su web ai depositi dei musei. L’utente, studioso o potenziale turista, potrà così avere un’idea completa delle presenze più significative di un territorio ed essere così stimolato a ricercare fisicamente sul posto gli angoli meno conosciuti ma ricchi in ogni caso di elementi di interesse.

 

Creazione collaborativa di conoscenza

Il progetto rappresenta pure una straordinaria occasione per le imprese coinvolte di aumentare in modo significativo le proprie competenze professionali. Dovrà essere perciò perseguita una politica di divulgazione interna, che avverrà con una duplice modalità: da una parte attraverso iniziative formali, ad esempio dei corsi interni, e dall’altra attraverso strategie, basate su tecniche consolidate di Knowledge Management, volte ad assicurare la massima diffusione della conoscenza acquisita nel progetto. In particolare si sperimenterà la costituzione di Communities of Practice interaziendali tra le tre imprese del progetto: strumenti tecnologici di condivisione (forum, wiki, wave) saranno attivati appositamente per supportare queste attività di diffusione della conoscenza e favorire cosi il confronto sulle tematiche centrali del progetto.

La divulgazione interna deve essere attivata il prima possibile e si svolgerà nell’intero ciclo di vita del progetto. Ragionevolmente ci si può attendere di organizzare i primi corsi interni dopo circa 6 mesi dall’inizio dei lavori.

Più concentrate nel periodo finale invece saranno le attività di disseminazione rivolte verso l’esterno che avranno un duplice scopo. Da una parte infatti saranno mirate a far conoscere i risultati del progetto agli attori operanti nel campo dei Beni Culturali, in primis in Lombardia. Si punterà a partecipare come relatori a seminari e a conferenze pubbliche in modo da illustrare la valenza degli approcci scelti e i risultati ottenuti nelle fasi sperimentali del progetto. Più orientate al marketing saranno le azioni di promozione diretta delle tecnologie sviluppate: si rivolgeranno a realtà specifiche (es. le maggiori istituzioni culturali regionali e nazionali) e avranno il fine di valutare, coinvolgendo i decision-maker di queste realtà, le implicazioni e i vantaggi dell’utilizzo delle soluzioni sviluppate in uno specifico contesto.